Concentrazioni di soglia aree militari‏: un emendamento soppressivo e una denuncia

Ritengo assolutamente insufficiente ed inapplicabile la mediazione trovata nella seduta odierna in Commissione Difesa della Camera sulla questione dell’equiparazione delle concentrazioni di soglia derivanti dall’attività militare a quelle previste nel codice dell’ambiente (D.Lgs 152/2006) introdotta dal Governo nel DL n.91.

Essa introduce il principio di una diversificazione a seconda delle specifiche destinazioni d’uso all’intero delle servitù militari, trattando in maniera differente – ad esempio – le aree adibite a poligono (che verrebbero equiparate alle aree industriali – colonna B, tabella 1, allegato 5 D.Lgs n.152/2006) e quelle adibite ad alloggio del personale (che verrebbero equiparate alla colonna A del codice medesimo, ovvero alle soglie più basse).

In secondo luogo introduce il metodo dell’Intesa fra Stato e Regione per la classificazione delle aree.

Entrambe le modifiche proposte rispetto al testo originario del Governo sono – nel concreto – impraticabili:

1. la differenziazione per destinazione d’uso è impraticabile perché (nella stragrande parte dei casi) non è definibile (se non sulla carta) una distinzione fra aree che comunque restano adiacenti, perché così già sono.

2. il metodo dell’intesa invece può essere al massimo una indicazione di principio, dato che in caso di mancata intesa deciderebbe comunque il Ministero della Difesa.

In ogni caso – pur introducendo questa modifica alla norma proposta dal Governo – nei Poligoni sardi si consentirebbe di inquinare nella medesima misura attualmente consentita alle attività industriali.

Per questa ragione SEL ha depositato un emendamento soppressivo e denunciato che – dal 2006 ad oggi – non essendo prevista alcuna norma specifica sulle attività militari, queste si sono svolte nella più assoluta assenza di regolamentazione.

Michele Piras
Deputato SEL
Componente della IV Commissione Difesa