Porto Torres, l’industria e le bonifiche: presentata mozione alla Camera

Considero preoccupante ed ingiusto il silenzio calato sulle bonifiche dei siti contaminati a Porto Torres, area industriale che presenta una molteplicità di situazioni particolarmente gravi, classificate SIN, e per le quali le bonifiche dovrebbero costituire una priorità per qualsiasi governo. 


Sia per risanare l’ambiente, garantire la salute pubblica che per creare occupazione in una delle aree più colpite dai processi di deindustrializzazione e da elevatissimi tassi di disoccupazione. 

Perciò abbiamo depositato una mozione che chiediamo venga discussa con la massima urgenza.

Michele Piras
deputato SEL
Il testo della mozione:
Bonifiche SIN Porto Torres,
MOZIONE – PIRAS Michele (Sinistra Ecologia Libertà)
La Camera, premesso che:
  • *  in data 22 gennaio 2002 veniva sottoscritto il protocollo per gli interventi di risanamento ambientale dei siti EniChem S.p.A. e Polimeri Europa S.r.l., sottoscritto dagli enti interessati, inerente le procedure da adottare nel rispetto del decreto legislativo n. 22 del 1997 e del decreto ministeriale n. 471 del 1999 ed in conformità alla delibera di giunta regionale n. 34/22 del 10 ottobre 2001;
  • * nell’ambito di tali accordi e protocolli si prevedeva di risanare e tutelare l’ambiente attraverso azioni di disinquinamento, bonifica e messa in sicurezza dei siti, di riduzione delle emissioni in atmosfera e di prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti, non solo con riferimento a quelli previsti dai piani di caratterizzazione ai sensi del decreto legislativo n. 22 del 1997 di competenza delle imprese, ma anche a quelli esterni interessati da fenomeni di inquinamento specifico;
  • *  l’articolo 14 della legge 31 luglio 2002, n. 179, concernente disposizioni in materia ambientale, su indicazione della regione Sardegna aveva precedentemente individuato il sito di interesse nazionale di «Aree industriali di Porto Torres»;
  • * il 7 febbraio 2003 (Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2003) è stato emanato il decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con il quale è stato perimetrato il sito di interesse nazionale di «aree industriali di Porto Torres»;
  • * il SIN di Porto Torres è situato nel comprensorio nord-occidentale della Sardegna, si sviluppa a ridosso del golfo dell’Asinara (area protetta), a ponente della città di Porto Torres, e si estende sul territorio di Porto Torres e Sassari per una superficie complessiva di oltre 4.500 ettari;
  • *  l’area perimetrata si estende su oltre 1.800 ettari e comprende il Polo Petrolchimico (stabilimenti Syndial e discariche controllate e non interne agli stabilimenti medesimi quali l’area Minciaredda, la discarica «Cava Gessi», discariche industriali ed altre aree interessate dallo smaltimento di rifiuti, stabilimenti Ineos Vinyls-ex EVC, Sasol ed altri), il Polo Elettrico (centrale E.ON.-ex Endesa e impianti Terna), le aree del Consorzio ASI di Porto Torres;
  • *  l’area marina antistante il nucleo industriale, già definita dalla perimetrazione di cui al citato decreto ministeriale 7 febbraio 2003, comprende il porto industriale di Porto Torres e si estende tra la foce del Rio Mannu (confine orientale) e lo Stagno di Pilo (confine occidentale) per una superficie complessiva di circa 2.700 ettari;
  • *  nell’ambito della complessa situazione ambientale dell’area di Porto Torres risultano emblematici i dati relativi all’inquinamento riscontrato nella darsena del porto industriale di Porto Torres: il rapporto predisposto dalla Direzione per la tutela del territorio e dall’Ispra allegato al verbale della conferenza dei servizi rileva livelli di benzene 417 mila volte oltre i parametri consentiti dalla normativa, toluene 3300 volte, etilbenzene 226 volte, e altre decine di sostanze cancerogene – tutte riconducibili comunque alle lavorazioni dello stabilimento chimico e dell’area industriale – ben al di sopra dei limiti consentiti;
  • * il 22 settembre 2009 è stato stipulato a Roma l’accordo di programma tra la regione autonoma della Sardegna, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, la provincia di Sassari, i comuni di Porto Torres e di Sassari per la definizione degli interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza d’emergenza e bonifica nel sito di interesse nazionale di «Porto Torres»;
  • * il 5 settembre 2011 la provincia di Sassari attraverso un’ordinanza del settore ambiente intima alla Syndial di provvedere immediatamente alla messa in sicurezza di emergenza, alla predisposizione del piano di caratterizzazione e alle conseguenti attività di bonifica dello specchio d’acqua nella darsena servizi del porto industriale di Porto Torres;
  • * le indagini dell’Arpas avevano rilevato le anomalie di funzionamento del sistema di emungimento e barrieramento idraulico a causa delle quali le acque di falda contaminate, che circolano sotto l’area industriale, sono in diretta correlazione con lo stato di contaminazione dello specchio d’acqua antistante la darsena, constatando così un chiaro rapporto di causa-effetto fra lo stato di contaminazione a monte del sistema di barrieramento e quello della darsena;
  • * il 10 novembre 2011 il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, firma il decreto che autorizza l’avvio dei lavori previsti dal progetto operativo di bonifica e trattamento delle acque di falda. L’importo dell’intervento è stimato in circa 125 milioni di euro;
  • * i lavori di bonifica e trattamento delle acque di falda, come previsto dal decreto, dovranno iniziare entro quattro mesi;
  • * il cronoprogramma delle bonifiche che Syndial dovrà effettuare nei prossimi anni prevede, ad oggi, una spesa totale di circa 530 milioni di euro;
  • * in data 15 novembre 2011 (cinque giorni dopo la firma del decreto del Ministro) la Syndial presenta ricorso avverso le ordinanze della provincia di Sassari relativamente alle bonifiche e all’urgente intervento di messa in sicurezza della darsena;
  • * da notizie di stampa apparse sul quotidiano “La Nuova Sardegna” del 29 maggio 2013, si apprende che “la procura della Repubblica di Sassari ha esercitato l’azione penale certa che il petrolchimico sia stato l’unico colpevole dell’inquinamento rilevato ormai innumerevoli volte a Porto Torres” e che “negli anni, nelle fogne dell’impianto, sono finiti reflui industriali contenenti sostanze pericolose ben oltre quanto permesso dalla legge: mercurio, cromo totale, cadmio, benzene, oli e idrocarburi, dicloroetano 1,2, sostanze che rientrano nelle classi di cancerogenicità dell’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro di Lione, agenzia dell’Organizzazione mondiale della Sanità”, ovvero che i pericolosi inquinanti sarebbero arrivati a mare attraverso “la mutua diluizione dei flussi immessi nella retefognaria”, che sarebbe avvenuta “collegando, in sostanza, scarichi degli impianti produttivi con quelli di raffreddamento, cioè scarichi provenienti da settori diversi”, tanto da causare, a detta del pubblico ministero, “un disastro ambientale insanabile che nulla potrà mai azzerare i danni a flora e fauna del mare causati dai giganti della Chimica”, detto che “le analisi sul pescato avevano svelato probabilità di cancerogenicità del 100 per cento”;
  • * l’inquinamento ambientale, unitamente a fattori genetici predisponenti, svolge un ruolo importante nel determinare effetti avversi sulla salute umana, sia a breve che a lungo termine, ovvero che è abbondantemente dimostrato come i diversi composti chimici, oltre che come cancerogeni, possono agire come gli interferenti endocrini in grado di modificare le caratteristiche epigenetiche di un individuo;

considerato che:
  • * nonostante le numerose ordinanze promulgate dalla Provincia di Sassari e dai Comuni di Sassari e Porto Torres, i decreti del ministero dell’ambiente, a distanza di quasi 12 anni ancora oggi non si hanno certezze sull’avvio definitivo del processo di bonifica nel SIN Porto Torres e dei progetti per il successivo rilancio industriale ed economico che possa garantire l’occupazione e il lavoro nel territorio;
 
impegna il governo:
– a far si che, visto l’ormai accertato inquinamento nel SIN Porto Torres dopo anni di conferenze dei servizi, decreti e ordinanze, vengano al più presto attivate le attività di bonifica delle aree maggiormente contaminate da parte dei soggetti responsabili con la costante presenza e il controllo del governo e della Regione Sardegna