Fornaci Scanu: interpellanza per coinvolgere il governo nella vertenza

Lunedì 10 novembre ho partecipato con grande piacere al Consiglio Comunale del Comune di Guspini, rappresentando l’istituzione parlamentare della Camera dei Deputati durante il dibattito sulla crisi industriale della Fornaci Scanu, storica industria del territorio, con sedi a Guspini e Sestu.

Parlando con le istituzioni locali e i lavoratori, ho preso l’impegno di provare a coinvolgere nella vertenza anche il governo nazionale, così come richiesto nei documenti prodotti dalle sigle sindacali e dai Consigli Comunali. 

Ho quindi depositato un’interpellanza in parlamento, rivolta ai Ministri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, ai quali chiedo di convocare al più presto un tavolo misto tra governo, Regione Sardegna e azienda, per capire in quali modalità si possa uscire da una crisi profonda con la collaborazione tra tutte le istituzioni, per evitare il licenziamento e la messa in mobilità di 57 lavoratori (tutti operai) su 79, andando così incontro al blocco della produzione.

Sarebbe un grave errore non impegnarsi per risolvere una vertenza importante e strategica per il territorio del Medio Campidano, un luogo storico del lavoro e della classe operaia che non va abbandonato.

Michele Piras – deputato Sel

Il testo dell’interpellanza:

Ai ministri dello sviluppo economico e del lavoro, per sapere, premesso che:

–      La crisi dell’edilizia in Sardegna ha portato alla perdita di oltre quindici mila posti di lavoro ed ha trascinato nel baratro un settore importante del sistema industriale ed artigianale della nostra Regione;

–       In questa pesante crisi, viene oggi coinvolta anche la storica azienda di laterizi di Guspini e Sestu;

–       Alle Fornaci Scanu, che muovono i loro primi passi negli anni 20, ad opera del capostipite Giuseppe Scanu, viene attribuito il merito del passaggio dalle lavorazioni artigianali dei laterizi, alla produzione industriale, grazie all’installazione del forno “Hoffman”, primo impianto nell’isola, presso il vecchio complesso industriale;

–       La crisi del settore delle costruzioni acuitasi nel 2008 ha investito anche la Società Fornaci Scanu S.p.a. che ne ha subito le conseguenze sia negli impianti ubicati nel Comune di Guspini sia in quelli ubicati nel comune di Sestu, avendo nei piazzali circa trenta mila di pacchi di mattoni invenduti;

–       Il Governo Centrale con le sue decisioni non tiene minimamente conto dei problemi legati all’insularità della Sardegna e quindi i costi dei trasporti e quelli dell’energia non fanno altro che aumentare i costi di produzione rendendo così meno competitive le nostre aziende.

 Considerato che

–       L’utilizzo degli ammortizzatori sociali sono cessati ad agosto 2014 con il conseguente licenziamento di 19 lavoratori.

–       Il licenziamento dei dipendenti di tale azienda è inaccettabile alla luce dei sacrifici fatti in primis dai lavoratori in tutti questi anni per garantire e mantenere in equilibrio l’azienda;

 Preso atto che

–       Dal 06.10.2014 i lavoratori sono in stato di agitazione poiché è stata loro annunciata l’apertura della procedura di mobilità per 57 lavoratori, tutti operai, su un organico complessivo tra i due stabilimenti di 79 unità.

:-

–       Se siano a conoscenza della grave situazione sopracitata;

–       Se siano pronti ad attivare tutte le procedure possibili atte a scongiurare la chiusura delle “Fornaci Scanu SPA” e il licenziamento dei lavoratori per garantire agli stessi e alle loro famiglie una vita dignitosa;

–       Se ci sia la volontà di addivenire all’apertura di un tavolo di concertazione con l’Azienda e la Regione Sardegna nel quale vengano individuate politiche industriali atte a garantire la continuità alle produzioni attraverso l’abbattimento dei costi energetici e di trasporto, così da diventare concorrenziale e competitiva rispetto alle realtà della penisola,e del bacino mediterraneo;

PIRAS