Piano Sulcis: gravissimi ritardi‏, interrogazione al Mise

La gravissima situazione sociale ed occupazionale nella quale versa il Sulcis-Iglesiente rende assolutamente odiosi i ritardi nell’applicazione del Piano Sulcis, l’intesa istituzionale realizzata al tempo del Governo Monti che tante speranze aveva suscitato fra le migliaia di disoccupati di quel territorio.

 

L’idea di fondo di una serie organica di azioni volte a contrastare la crisi e ad indicare una prospettiva nuova di sviluppo erano sembrati una linea vincente. Ma oggi, sia per la distanza dei centri gestionali del Piano (si pensi che Invitalia, chiamata a gestire il bando 99 IDEAS, da oltre due anni ormai non ha più una sede in Sardegna) che per una ormai acclarata incoerenza fra parole e fatti che caratterizza la politica nazionale, ciò che colpisce ed offende è il ritardo nella realizzazione delle misure previste.

 

Per questa ragione ho presentato una interrogazione al Ministro dello sviluppo economico, nella quale non solamente si chiede una accelerazione sul Piano Sulcis ma anche che venga trasferita in Sardegna la sede gestionale e rapidamente attivato il gruppo di lavoro che era stato promesso e che avrebbe dovuto collocare gli Enti Locali del territorio in un ruolo da protagonista che, finora, è stato negato nei fatti.

 

Michele Piras

Deputato SEL

Interrogazione al Ministro dello sviluppo economico

Premesso che:

Con una recente lettera del sindaco di Villamassargia Franco Porcu, inoltrata al Presidente del Consiglio dei Ministri a nome dei 23 sindaci del Sulcis Iglesiente, si rappresenta ancora una volta la condizione di violentissima crisi economica e sociale che attraversa questo territorio, considerato – cifre alla mano – fra i più poveri e depressi del Paese;

La sola crisi del polo industriale sulcitano, nato in seguito alla fine della secolare produzione mineraria,  ha prodotto negli ultimi anni la perdita di 8mila buste paga e – a cascata – il progressivo impoverimento di tutti i comparti che da quelle buste paga traevano ampia parte del loro reddito;

La durezza delle cifre mette in luce meglio di ogni altra considerazione la durezza della condizione materiale nella quale vive la comunità locale. Un dato su tutti quello della disoccupazione giovanile, nella fascia che va dai 18 ai 35 anni, che si attesta intorno al 55%, descrive in estrema sintesi quanto accade, senza considerare il peso che grava sulla generazione precedente, una sacca enorme di lavoratori over 40 che hanno perso il lavoro e non trovano alternative;

Il cosiddetto “Piano Sulcis” – protocollo d’intesa fra MISE, Regione Sardegna, Enti Locali e ex Provincia – rappresentava una prima inversione di tendenza che aveva generato speranze nel territorio, in particolar modo per il fatto che in esso si tracciava, oltre a una linea di intervento immediato sulla crisi, una prospettiva di sviluppo nuova e una visione unitaria ed integrata dello stesso;

Elementi centrali del “Piano” erano:

–          Allentamento del Patto di Stabilità;

–          Risorse ai Comuni per opere di riqualificazione, bonifica e messa in sicurezza del territorio e dei centri urbani;

–          Direttive per la spendita delle risorse bloccate per bonifiche delle aree inquinate dalla produzione mineraria e industriale;

–          Opere infrastrutturali: viabilità, portualità e per lo sviluppo del sistema turistico;

–          Opere necessarie per lo sviluppo agricolo: irrigazione ed approvvigionamento idrico;

–          Fiscalità di vantaggio per le PMI  del territorio e Zona Franca;

–          Bando 99 IDEAS, gestito da Invitalia;

–          Attivazione di una cabina di regia per la gestione del Piano che coinvolgesse direttamente anche gli EE.LL.;

Allo stato attuale solamente una minima parte del Piano è divenuta operativa e una delle note dolenti rappresentate dai Sindaci è precisamente il ritardo attraverso il quale si sviluppano le misure previste, oltre alla sostanziale esclusione degli Enti Locali dalle azioni intraprese;

Considerato che:

Invitalia non ha più una sede in Sardegna, per cui si trova a gestire una parte del Piano sopra citato in una posizione distante dal territorio;

La distanza determinatasi fra gli impegni assunti in sede di Intesa istituzionale e gli effettivi risultati conseguiti rischiano di minare ulteriormente la fiducia nelle Istituzioni democratiche;

Per sapere:

–  Se il Ministro ritenga ancora valido il protocollo d’intesa a suo tempo sottoscritto, denominato Piano Sulcis, ed i provvedimenti in esso contenuti;

–  Se non ritenga, a fronte delle gravissime condizioni in cui versa il territorio, imprimere una accelerazione che vada nel senso della effettiva operatività del Piano;

–  Se non ritenga necessario costruire le condizioni per un più stabile coinvolgimento degli EE.LL;

–  Se non ritenga di dover insediare in Sardegna una sede di Invitalia che consenta – anche per quanto attiene al progetto 99 IDEAS – una gestione più direttamente collegata con il territorio.

PIRAS