Caso Cannavera: interrogazione alla Camera

Interrogazione al Ministro della Giustizia depositata alla Camera sulla base della lettera pubblica di denuncia con la quale Don Ettore Cannavera ha motivato le sue dimissioni da cappellano del carcere minorile di Quartucciu.

Come anticipato confermo che reputo gravissime le valutazioni esposte circa lo stato di fatiscenza della struttura, la totale impraticabilità di un progetto pedagogico e di reinserimento sociale, le condizioni nelle quali lavorano gli educatori.

Una situazione totalmente incompatibile con il dettato costituzionale, l’Art.27 in particolare e quanto esso dispone in materia di funzione rieducativa della pena.

Perciò chiediamo al Ministro di farsi carico di una indagine, che accerti la situazione, le eventuali responsabilità e nel caso preveda le necessarie sanzioni e rimozioni, ripristinando un contesto educativo che possa aiutare dei minori che hanno sbagliato a ritrovare un posto nella società, con maggiore consapevolezza di se stessi e senso di responsabilità

Il testo dell’interrogazione

Con una lettera del 7 maggio 2015 il cappellano del Istituto Penale Minorile di Quartucciu (Ca), Don Ettore Cannavera, annuncia la sua intenzione di rimettere l’incarico, sulla base di una serie di considerazioni che costituiscono un durissimo atto d’accusa nei confronti della politica carceraria e del Dipartimento di Giustizia Minorile;

Don Ettore Cannavera rappresenta nell’Isola una vera e propria istituzione nel campo dei diritti dei carcerati, dei diritti umani più in generale. Una persona che può vantare oltre quarant’anni di impegno sul terreno della giustizia minorile e delle alternative alla carcerazione, unanimemente riconosciuto nel mondo della cultura, dell’associazionismo, della politica;

Contestualmente alla lettera di dimissioni egli ha voluto rendere partecipi delle proprie decisioni e riflessioni alcuni parlamentari sardi e la Presidente della Camera Laura Boldrini, con l’esplicito intento di porre un problema politico di primaria rilevanza, che allude chiaramente alla condizione carceraria nel Paese e – nello specifico – alla possibilità che il sistema da a un giovane che ha sbagliato di reinserirsi in un contesto di legalità;

Nella comunicazione di cui sopra egli denuncia: la scarsa attenzione nei confronti della rieducazione e del recupero dei ragazzi, le condizioni di abbandono e fatiscenza in cui versa la struttura detentiva, la assoluta subordinazione del progetto educativo alle  esigenze di sicurezza e custodia, una condizione di contesto che frustra e deprime l’opera degli educatori, costretti a un formalismo relazionale ed a tempi ridotti che impedisce ai ragazzi di sviluppare consapevolezza e responsabilizzazione, fattori essenziali per il cambiamento e quindi per un successivo riscatto, il diseducativo allargamento a 25 anni dell’età di coabitazione dei minori;

Un modus operandi che chiama in causa direttamente il Dipartimento e la direzione dell’Istituto di pena, un grido d’allarme in un ambito specifico e delicato come quello della detenzione minorile;

Considerato il dettato dell’Art.27 della Costituzione della Repubblica Italiana

Per sapere:

– se il governo sia informato di quanto accade presso l’IPM di Quartucciu;

– se il governo sia a conoscenza delle denunce riportate nella presente interrogazione;

– se il governo non ritenga di dover intervenire affinché ai minori ospiti dell’IPM di Quartucciu sia garantito un progetto pedagogico all’altezza del dttato costituzionale;

– se il governo ritenga di dover valutare l’opportunità di accertare le responsabilità della situazione denunciata ed intervenire sul Dipartimento;

PIRAS, RICCIATTI, QUARANTA, DURANTI