15 ottobre e centrosinistra: intervista a Nichi Vendola

Nichi Vendola su L’Unità, intervista curata da Andrea Carugati.

La manifestazione del 15 ottobre e l’isolamento dei violenti, le prospettive del centrosinistra e il rapporto con gli altri partiti di opposizione sono i temi al centro del dialogo.

“L’obiettivo della violenza teppistica che e’ andata in scena a Roma era colpire la manifestazione. Volevano togliere il diritto di parola a migliaia di ragazzi, uccidere la speranza che il dissenso radicale possa diventare politica. Il giudizio su questo teatro del nichilismo distruttivo deve essere più che netto: questa violenza e’ il vero nemico da battere”.

Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia Liberta’ e governatore della Puglia, ha passato ore a “guardare e riguardare” i video della manifestazione.

Che idea si e’  fatto sull’origine di questa violenza?
“In quell’esibizione muscolare di spranghe e violenza, nella gestualità, nei rituali, persino nell’abbigliamento c’era una idea fascista di violenza come igiene del mondo. Questi black bloc hanno mandato un salvagente a una classe dirigente avvitata nel suo degrado che ha solo bisogno di un alibi emergenziale per galleggiare ancora un po’”.

Ritiene che i teppisti fossero estremisti di destra?
“C’è un magma che va analizzato in profondita’, una anguilla con molte teste e con la capacita’ di mutare pelle rapidamente. Coesistono a mio parere frange di ultras da stadio, ma anche settori ultraminoritari degli anarchici che teorizzano l’insurrezione”.

Il ministro Maroni ha subito esclusi collegamenti tra i black bloc e la sinistra radicale.
“Bisogna dare atto al ministro dell’Interno di avere proposto un racconto veritiero, tanto piu’ apprezzabile perche’ distinto da chi ha subito cercato la strumentalizzazione, come La Russa. Semmai le domande da rivolgere a Maroni riguardano la prevenzione, il lavoro di intelligence. Cosa si e’ fatto nei 3-4 giorni in cui questi teppisti si stavano organizzando?”.

Anche lei e’ stato contattato dal Viminale per un consulto…
“Tra le normali attivita’ di un leader politico c’è anche lo scambio di valutazioni con i tutori delle forze dell’ordine e con i responsabili politici della sicurezza. L’ho fatto molte altre volte anche in passato e ritengo che anche altri leader politici abbiano chiamato Maroni”.

Che giudizio da’ del lavoro delle forze dell’ordine sul campo?
“Forse ci sono stati alcuni errori nella comprensione di quello che stava avvenendo. Ma nel complesso e’ stata una gestione responsabile. Non e’ stato un replay di Genova, e lo dimostra anche il fatto che una significativa parte del corteo applaudiva le forze dell’ordine.Vedo uno spartiacque per la storia dei movimenti sociali, un bene che nasce da un male”.

Si dice che per i violenti Roma sia stato un battesimo del fuoco. Un debutto.
“Hanno fatto un investimento politico, pensavano di essere l’avanguardia delle violenze su scala planetaria, i primi della classe di una classe di teppisti che pero’  e’  rimasta vuota”.

Dunque una prova generale fallita?
“Se fosse passata la tentazione della strumentalizzazione avrebbero vinto loro. Ma grazie alla ribellione dei manifestanti e al lavoro dei giornalisti  che hanno raccontato la verita’ in presa diretta, e’  stato bloccato sul nascere il tentativo di costruire un racconto manipolato a uso del teatrino politico”.

Lei ha definito il voto di venerdì alla Camera coma una sfiducia al governo tecnico.
“Era l’ultima chance per dar vita ad una operazione che ho sempre considerato sbagliata. Ma ora quell’ipotesi e’ archiviata. Entro fine anno, o al massimo a gennaio, Berlusconi e Bossi cercheranno di portarci alle urne a primavera con questa legge elettorale. L’unico modo, per loro, di pilotare la successione alla guida dei loro partiti”.

D’Alema al Corriere  ha proposto un’alleanza tra progressisti e moderati in grado di aggregare il 60% degli elettori, cosa ne pensa?
“Giudico positiva la sua intervista. Ma resto delle mie idee su alcuni punti precisi. L’esempio di Pisapia a Milano, di Zedda a Cagliari, di De Magistris dimostrano che lo schema “ si vince al centro”  non esiste nella realta’ . E per fare una coalizione si deve partire da un’idea di Paese, da una analisi della crisi. C’è bisogno di messaggi chiari e la foto di Vasto lo è. Anzi, se si fosse scattata mesi prima sarebbe stato un vantaggio per tutti, così anche l’interlocuzione con altri soggetti, sociali e politici, si sarebbe potuta fare su una base di maggiore chiarezza. Io non sono per chiedere i recinti, ma vivere in questo eterno “forse” ha consentito una rendita di posizione incredibile all’Udc e ha dato di noi un’immagine di divisione”.

D’Alema ritiene che e’ possibile conciliare le ricette di Vendola e della Marcegaglia…
“Non ho difficoltà a discutere col mondo delle imprese, in Puglia lo faccio ogni giorno. Ma bisogna intendersi bene su cosa vuol dire crescita: per me deve essere socialmente ed ecologicamente compatibile. Per me Confindustria puo’ essere solo un interlocutore, come lo sono gli indignati e i precari. Rappresenta solo una porzione degli interessi in gioco”.

Dunque lei non ci sta?
“Ci sto ad aprire un cantiere, ognuno mettera’  le sue idee. Lo schema di D’Alema va riempito di contenuti, prima di scegliere gli attori”.

Ieri lei ha firmato una lettera con Di Pietro e Parisi per chiedere al Pd di accelerare sulle primarie.
“Bisogna convergere subito su un programma di massima, un patto di lealta’  reciproca: poi la parola passera’ agli elettori. Come in Francia, dove si sono confrontate ricette anche molto distanti”.

L’accoglienza del Pd e’  stata freddina.
“Non direi. La risposta l’ho gia’  avuta da Bersani tempo fa e non ho mai messo in dubbio la sua parola. Le primarie si faranno entro febbraio, non ho dubbi”.

Poi che succede. Chi vince tratta con l’Udc?
“Prima definiamo il nuovo Ulivo, poi si dialoga. Ma vedo ostacoli piuttosto grandi. In Molise, dove le urne sono aperte, l’Udc sta col centrodestra, E poi cercano sempre pretesti, chiedendosi cosa pensi Vendola della lettera Bce o dei 5 punti di Confindustria. Beh, mi fanno rimpiangere la prima repubblica: Fanfani non si sarebbe mai genuflesso a Marchionne…”.

Tratto da www.sinistraecologialiberta.it