Macomer: una discarica di bombe a mano a cielo aperto

“Nel territorio di Macomer, non distante dall’area archeologica di Tamuli, è stata scoperta una vera e propria discarica – non autorizzata né controllata – di materiale bellico, in particolare modo di bombe a mano in utilizzo all’Esercito italiano fin dal 1935.
L’ennesima dimostrazione dell’arroganza con la quale i vertici delle Forze Armate trattano i territori che li ospitano, producendo con la massima nonchalance impatto ambientale e potenziali rischi per la salute e la sicurezza delle persone.
Il fatto che questo avvenga a ridosso di un’area archeologica di notevole pregio è ancora più preoccupante.
Perciò ho presentato una interrogazione e chiederò anche che si avvii una indagine e che i responsabili di questo ennesimo scempio vengano sanzionati”.
Michele Piras
Deputato Sel
IV Commissione Difesa
il testo dell’interrogazione

Discarica militare abusiva Macomer

Interrogazione al Ministro della Difesa

Per sapere, premesso che:

Il Poligono di S’Ena Ruggia, è situato nel territorio comunale di Macomer (NU) in Sardegna, ed ospita il 5° Reggimento del Genio Guastatori della Brigata Sassari di stanza dal 2013, appartenente all’Esercito Italiano (EI);

Si tratta di un Poligono classificato come “occasionale” e non “permanente”, che occupa una vasta porzione di terra che si trova a ridosso del sito archeologico di Tamuli, e comprende i nuraghi Fiorosu, Sa Pattada e Tamuli e diversi allevamenti;

Tale Poligono, viene reso operativo in occasione delle esercitazioni, attraverso lo sgombero con “procedura d’urgenza” (ordinanza del Reggimento) e utilizzato dai reparti della Brigata per i periodi previsti dagli Atti;

Il 4 settembre 2015, sono stati rinvenuti nei territori circostanti il Poligono occasionale, numerosi ordigni e rifiuti militari, in una scarpata sotto la via sterrata che, chiusa da un cancello col lucchetto facilmente raggiungibile a piedi da altri ingressi, conduce al luogo delle esercitazioni armate della Brigata Sassari, arrivando dalla strada comunale che collega Macomer a Tamuli e al Monte di Sant’Antonio;

Tra gli arbusti, sono state rinvenute centinaia di bombe a mano, esplose e nascoste in un fossato, fra le quali le più riconoscibili corrispondono al modello S.R.C.M. Mod. 35, mentre altre sembrano più simili alle granate OD 82/SE, ordigni in dotazione all’Esercito Italiano;

Tra i rifiuti anche i fili metallici, probabilmente quelli presenti all’interno delle SRCM, contenitori e oggetti in metallo arrugginiti, e altro materiale reso indistinguibile dall’usura e dalle alte temperature a cui evidentemente è stato sottoposto. Gli stessi oggetti si trovano, inoltre, sparsi per tutto il terreno vicino al fossato in un raggio di almeno 100 metri;

La S.R.C.M Mod. 35 è un modello di bomba a mano di origine italiana, attualmente in dotazione dell’Esercito Italiano, entrata in Servizio nel 1935, utilizzata durante il secondo conflitto mondiale: è una bomba di tipo offensivo, disperde schegge leggere, letali in un raggio inferiore rispetto alla distanza massima alla quale viene lanciata;

La stessa, è composta da un corpo bomba in tritolo per 43 grammi e da binitro-naftalina che al momento dell’esplosione frammentano in schegge un filo metallico avvolto internamente;

La OD 82/SE, sempre in dotazione all’Esercito Italiano, è una bomba a mano di origine italiana a frazionamento controllato, in produzione dal 1982,  a tempo a ritardo pirico;

considerato che:

Tali ordigni sono stati rinvenuti in territori circostanti il Poligono occasionale, andando a formare una vera e propria discarica a cielo aperto di rifiuti bellici e da esercitazione militare;

Non risulta autorizzata, in quei territori, alcuna discarica di rifiuti militari; Tale episodio appare gravissimo, ennesimo atto di prepotenza delle forze armate nei confronti della terra che occupano a fini addestrativi;

:- Se sia a conoscenza dell’episodio sopracitato;

Se non ritenga opportuno fornire dettagliate spiegazioni e quali atti intenda porre in essere a seguito del ritrovamento di tale discarica, con la presenza di ordigni appartenenti all’Esercito Italiano nelle campagne di Macomer;

Se non ritenga opportuno individuare i responsabili di tali comportamenti e prevedere sanzioni;

Se non ritiene opportuno, in collaborazione con gli Enti Locali, la Asl e l’Arpas, di avviare accurata analisi ambientali sul territorio sopra descritto e sui materiali rinvenuti;

PIRAS