Porto Torres: una bonifica a metà?

“Non è accettabile che per Porto Torres si preveda una bonifica a metà. E non è concepibile che si costruiscano due nuove discariche di rifiuti pericolosi.


Ritengo scandaloso che su una questione così urgente ed annosa come quella relativa alla bonifica dell’area industriale di Porto Torres si stia convergendo su un progetto monco come quello denominato “Nuraghe” senza che nessuno rivendichi ciò che sarebbe giusto: una bonifica integrale dell’area e un risarcimento per il danno prodotto, in larga parte, dall’industria pubblica.

Già nel 2013 il consiglio comunale di Porto Torres, all’unanimità respinse questa ipotesi, non si capisce perché oggi sul tema taccia sia la nuova amministrazione turritana che la Regione Sardegna.

Per tale ragione ho depositato una interpellanza urgente alla Camera (che allego al comunicato), per conoscere il dettaglio del progetto (che per il momento trapela principalmente da notizie di Stampa) e nella speranza che la questione bonifica di Porto Torres torni presto ad essere collocata dove merita: fra la parole giustizia e la parola urgenza”.

Michele Piras
Deputato SEL

 

il testo dell’interpellanza urgente

Interpellanza urgente al Ministro dell’Ambiente

Premesso che

Mercoledì 16 settembre si svolgerà presso il Ministero dell’Ambiente la Conferenza dei Servizi decisoria sul progetto di bonifica del sito industriale di Porto Torres denominato “Nuraghe”;

La Conferenza deciderà se tale elaborato da Astaldi potrà essere messo in opera oppure se farà la fine di tutti gli altri progetti presentati nei decenni scorsi che sono stati bocciati dal Ministero;

Notizie di stampa riferiscono che questa potrebbe essere la volta buona, visto che gli Enti locali interessati (Regione, Provincia, Comune, Arpas e Asl) sarebbero orientati ad approvare il progetto Nuraghe;

Dalle informazioni raccolte pare che il progetto preveda:

• un intervento preliminare nell’area di Minciaredda attraverso la tecnologia Multi Phase Extraction (MPE) per garantire l’allontanamento delle acque presenti nel sottosuolo, separandole dal surnatante, ed estraendo le frazioni organiche volatili presenti nel sottosuolo;

• rimozione delle matrici contaminate solo in corrispondenza di specifiche aree individuate e trattamento delle stesse in una piattaforma polifunzionale da costruire nell’area di Minciaredda;

• realizzazione di due siti di raccolta (SDR), che non sono altro che discariche per rifiuti speciali, come evidenziano gli elaborati di progetto e la Normativa di riferimento (D.lgs. 36/2003): una per depositare i residui derivanti dalle palte fosfatiche di 55.000 mc e un’altra per il resto di 171.000 mc, sempre nell’area di Minciaredda;

Quindi, il risultato sarebbe che i veleni, sebbene trattati, continuerebbero a rimanere a Porto Torres in due nuove discariche e quei terreni sarebbero compromessi e inutilizzabili per nuove attività per sempre;

Nel 2013 il consiglio comunale di Porto Torres approvò all’unanimità una mozione che aveva come obiettivo quello di respingere categoricamente il cosiddetto “tombamento” dell’area ma anche qualsiasi tipo di progetto di bonifica che non prevedesse la completa rimozione dei rifiuti e dei terreni contaminanti e il relativo trasporto degli stessi in impianti esterni oggi già presenti e operativi;

tale mozione fu importante in quanto recepì in pieno ciò che la popolazione chiedeva a gran voce e rafforzò la posizione dell’amministrazione comunale rispetto alle proposte di Syndial che già nel 2009 ipotizzò in via preliminare e informale, presso gli uffici dell’assessorato Regionale della tutela dell’Ambiente, un progetto di bonifica consistente nella rimozione dei veleni della discarica di Minciaredda realizzando una nuova discarica da ubicare a sud di Minciaredda stessa;

il progetto denominato Nuraghe, che prevede la bonifica di tutto il SIN (Minciaredda, peci fenoliche, palte fosfatiche e altre zone) così come da computo metrico presentato, costa in totale 68.584.000 € , una cifra di poco superiore al costo risalente al 2010 (con prezzi del 2010 quindi) pari a 62.880.000 € previsto nel computo metrico presentato da Syndial per la messa in sicurezza permanente della sola area di Minciaredda;

esiste perciò il dubbio legittimo che si tratti del medesimo progetto;

Considerato che: l’area industriale di Porto Torres versa in una condizione di contaminazione particolarmente preoccupante e perciò risulta essere SIN;

il tema delle bonifiche del sito industriale di Porto Torres oggi più che mai è molto sentito dalla cittadinanza in quanto centrale rispetto alle prospettive di sviluppo sociale, turistico ed economico del territorio, oltre che fondamentale da un punto di vista ambientale e occupazionale;

considerata legittima e di assoluto buon senso la posizione espressa unitariamente dalla popolazione locale e dalle rappresentanze istituzionali della medesima circa la necessità di una bonifica integrale del territorio;

Per sapere:

– quali siano le caratteristiche del progetto;

– quale sia l’opinione in merito del Ministero;

– come si intenda rendere partecipi del processo decisionale la comunità locale;

PIRAS, DURANTI, QUARANTA, RICCIATTI, ZARATTI, PELLEGRINO