Trident: in Sardegna si viola il diritto a manifestare

“Nutro profondi dubbi sulla corretta gestione dell’ordine pubblico da parte della Questura di Cagliari in occasione della manifestazione del 3 novembre scorso contro l’esercitazione della Nato denominata Trident Juncture.


Aver negato l’autorizzazione al corteo del 3 novembre in particolare appare una grave forzatura delle norme esistenti, del dettato costituzionale, delle più corrette ed equilibrate pratiche di gestione dell’ordine pubblico, che non trova giustificazione in alcun “comprovato motivo di sicurezza o di incolumità pubblica” (art.17 Costituzione).

La mancata autorizzazione e la spropositata esibizione muscolare delle forze dell’ordine sul territorio ha creato un clima di tensione del quale non solo non si avvertiva il bisogno ma che ha impedito ai cittadini di manifestare liberamente il proprio pensiero e la propria opinione, gettando le basi per sporadici tafferugli che ovviamente hanno monopolizzato le cronache, soffocando il messaggio di una manifestazione pacifica e pacifista contro l’occupazione militare.

Questo clima ormai si ripropone da mesi e sta determinando una oggettiva compressione del diritto delle persone a manifestare, ecco perché ho depositato una interpellanza al Ministro dell’Interno che allego alla presente”

 

Interpellanza al ministro degli Interni

Premesso che:

Lo scorso 3 novembre si è svolta in Sardegna una manifestazione di diverse centinaia di persone organizzata dalla rete “No basi” contro l’esercitazione Nato denominata Trident Juncture, che vede schierati 36 mila soldati, 140 cacciabombardieri, 60 fra navi e sommergibili militari;

Teatro dell’esercitazione il poligono di Capo Teulada, uno dei più estesi d’Europa, con i suoi 7400 ettari di suolo adibito ad uso militare;

Come risulta agli atti la Questura di Cagliari era stata regolarmente preavvisata, come prescrive la norma in materia di pubbliche riunioni, già dal 29 ottobre scorso;

Il Questore di Cagliari Vito Danilo Gagliardi ha negato l’autorizzazione alla suddetta manifestazione per l’assenza di non meglio precisati “canoni di sicurezza”;

La rete dei comitati antimilitaristi e pacifisti ha comunque confermato la propria volontà di manifestare;

Detta manifestazione si è svolta in un clima surreale fatto di controlli ferrei all’arrivo dei manifestanti a Sant’Anna Arresi (comune limitrofo a Teulada), di blocchi stradali, di continui momenti di tensione e sporadici tagferugli con le forze dell’ordine, in un contesto nel quale la presenza delle forze di pubblica sicurezza è apparsa quanto mai spropositata, data la natura pacifica e politicamente pacifista della manifestazione stessa;

Ventotto persone sono state denunciate: 12 già destinatarie di “fogli di via” per la violazione della disposizione, altre 16 per “introduzione clandestina in luoghi militari”;

Appare del tutto evidente come l’atteggiamento della Questura di Cagliari abbia ulteriormente alimentatoun clima di tensione accumulatosi da settimane e negli ultimi anni in Sardegna, intorno al conflitto fra Stato e cittadinanza sulla questione della spropositata presenza militare nell’Isola, caratterizzata da 24 mila ettari circa di poligoni, da 35 mila ettari di servitù, dalla sperimentazione di sistemi d’arma e di scenari di guerra;

La questione della gestione dell’ordine pubblico era già parsa dubbia nelle settimane precedenti, con particolare riferimento ai fatti accaduti a Cagliari l’11 ottobre scorso, allorché un gruppo di poche decine di manifestanti pacifisti è stato progressivamente chiuso dalle forze dell’ordine nelle vie del centro cittadini, provocando la reazione delle persone presenti e una serie di scontri e svariate denunce;

Ammesso che realmente possa avere un fondamento la preoccupazione per le frange cosiddette più “estreme” del movimento antimilitarista sardo e che esse realmente costituiscano un problema in sé per l’ordine pubblico – fatto tutto da dimostrare – ciò che rileva ai fini della presente interpellanza è la sensazione di una progressiva costrizione della libertà di espressione della cittadinanza e di compressione del diritto di questa a manifestare pubblicamente ed in forma associata le proprie idee;

Ricordato che:

l’art.17 della Costituzione repubblicana recita esplicitamente “i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovato motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”;

Ogni articolazione dello Stato deve attenersi al rigoroso rispetto della carta costituzionale; Per sapere:

– se sia a conoscenza di quanto sopra descritto;

– quali fossero i comprovato motivi di sicurezza e incolumità pubblica ravvisati dal Questore di Cagliari e addotti a ragione del diniego della manifestazione del 3 novembre scorso;

– se non ritenga di dover aprire una indagine volta a verificare la corretta gestione dell’ordine pubblico in Sardegna ed a Cagliari in particolare.

PIRAS QUARANTA RICCIATTI DURANTI