Sinistra, io credo.

Cosmopolitica: siamo partiti e non faremo un passo indietro.
Il tempo regge l’atto. E se l’atto che dobbiamo compiere è quello di costruire un soggetto nuovo, unico, ampio e plurale della sinistra, il tempo è questo.

Il tempo di sfidare l’ideologia asfissiante della “fine della storia”. Ideologia per pigri e mistificazione della realtà. Versione di comodo per chi ha smesso di sognare, di chi non solo non è capace di immaginare un cambiamento, quindi il futuro, ma nemmeno di leggere il passato. Poiché è proprio il passato ad averci insegnato che non c’è nulla di definitivo. Non lo sono le esistenze umane, non lo sono i cicli storici e nemmeno le fasi politiche.

Siamo noi con i nostri sospetti ed egoismi, con la strumentalità, con le nostre piccole profezie che si autoavverano, che fermiamo ogni ruota che inizia a girare, ogni attività generosa, ogni azione scagliata nella complessità.

Che il mondo fosse “grande e terribile e complesso” lo sapevamo già. Non discende meccanicamente tuttavia che Renzi, Grilli e Salvini siano il nostro destino. E la funzione attiva della volontà può sempre trasformare la storia. Certo che può.

Rompere gli indugi. Questo si è deciso dopo mesi e forse anni di discussioni e contorsioni. Sciogliere gli ormeggi: dal 19 al 21 febbraio al palazzo di congressi di Roma si incontreranno coloro che vogliono costruire un nuovo spazio democratico, una operazione di lungo respiro, coloro che vogliono costruire il nuovo partito della sinistra. Si chiamerà Cosmopolitica e troverete dettagli, percorso e possibilità di partecipare su www.cosmopolitica.org

Nuovo. Partito. Della sinistra. Non un cartello elettorale, non una federazione di segmenti d’atomo politico o territoriale, non una alleanza fra gruppi dirigenti e ceti politici. Uno spazio unitario, un ambiente partecipativo, il rimescolamento delle carte, delle identità, delle certezze, delle esperienze maturate, delle anagrafi.

Sperimentare nuove miscellanee di pensiero, osare una ricerca culturale ampia e di lungo periodo e tornare immediatamente in campo. Il pensiero egualitario e quello delle differenze, l’ecologismo, il femminismo, il disarmo e la pace, la democrazia partecipativa, le buone pratiche sociali ed associative, la difesa del lavoro e dei diritti, un nuovo welfare che metta al centro il diritto al reddito, lo spazio euromediterraneo, i diritti civili, la Costituzione repubblicana e la grande sfida della società multietnica e dell’incontro fra culture.

Esiste un campo vasto, straordinario, di bisogni sociali, sogni, passioni, amori e ambizioni, che non ha più rappresentanza politica. Schiacciato fra il terreno delle compatibilità, la rabbia generica e senza progetto, il populismo xenofobo e reazionario. Fra Pd, Cinquestelle, Lega.

E voi che ne pensate? È davvero credibile la tesi secondo la quale fuori da questo assetto tripolare non può esistere nulla?