Sardegna: più che un “rimpasto” serve un’anima e un progetto.

“Condivido con il mio partito e con altri che l’hanno proposta, la necessità di un cambio radicale di passo del governo regionale.

Ma penso che per realizzarlo il centrosinistra sardo debba ritrovare un anima e un progetto, senza i quali ogni possibile rimpasto di Giunta si rivelerebbe al massimo un’opera di maquillage, insufficiente o persino controproducente.

Se non si prende atto della vastità e della drammaticità dei problemi dell’Isola, se non si aggrediscono le origini e le emergenze di una crisi – che è economica, sociale, ambientale, culturale e politica – se non si mette in in campo un nuovo progetto di sviluppo e una proposta di welfare universale, se non si agisce con determinazione sul terreno dell’innovazione e per rimuovere i gap infrastrutturali, materiali e immateriali, di cui soffre l’Isola, un rimpasto della Giunta è operazione vana rispetto all’obiettivo comunemente perseguito del rilancio dell’azione di governo.

I cittadini sardi, come nel resto del Paese, hanno mostrato – con la crescente astensione – una sfiducia e una distanza crescente nei confronti della politica che non si può nascondere sotto il tappeto come fosse polvere. Essi chiedono, nelle più svariate forme ed espressioni di voto, credibilità e cambiamento e penso che il centrosinistra sardo abbia – anche per questo – bisogno di aprirsi a un confronto vasto e più partecipato sulle priorità e gli obiettivi.

Non basterà infatti che i partiti trovino la “quadra” fra di loro, chiusi in una stanza, se essa non sarà ispirata e alimentata da un rinnovato slancio e dalla più ampia condivisione da parte dei mondi variegati che operano nel campo democratico e progressista.

Perciò si faccia in fretta ma si faccia bene, altrimenti non ci sarà alcuna coalizione capace di arginare i richiami del populismo più becero. Poiché esso – come in tutta Europa – cresce nell’incapacità della politica di rispondere ai bisogni delle persone, nel suo contorcersi intorno alle strategie e alle tattiche della politica politicante, nelle distanze tracciate dalle cittadelle fortificate del potere.

Si può ancora recuperare, si può ritrovare un’anima, ma il tempo rimasto è davvero arrivato agli sgoccioli”.

Michele Piras
Deputato Sinistra italiana – Sel