Saras deve risarcire: sconcertanti le parole del ministro

“La risposta data dal ministro dell’ambiente all’interrogazione del senatore Cotti sul tema dell’inquinamento dell’area di Sarroch e sulle responsabilità della Saras lascia sconcertati ed è ai limiti dell’offensivo.

Lo è alla luce di ciò che ormai tutti sanno da molti anni, per quanto di terribile emerge dal documentario “Oil” di Mazzotta, dagli studi pubblicati su “Mutagenesis” sulle alterazioni del dna dei bambini di Sarroch e dalle indagini condotte dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, che testimoniano il disastro ambientale e l’emergenza sanitaria prodotta da cinquant’anni di attività della raffineria.

Indigna ascoltare la debolezza delle parole di un ministro come Galletti, che sarebbe chiamato primariamente ed esplicitamente a tutelare l’ambiente, il territorio, il mare e non gli interessi di una azienda, nemmeno se fra le più potenti d’Italia.

Per tale ragione ho depositato un’ulteriore interrogazione al ministro dell’ambiente e della salute, chiedendo al governo che assuma una azione più decisa a tutela della popolazione locale e volta ad individuare e punire i responsabili. Azione che non può limitarsi all’assunzione acritica delle rassicurazioni fornite dall’azienda.

Penso anche che su questo terreno debba immediatamente attivarsi la Regione, perché il tempo di far finta che il problema non esista è abbondantemente finito.

Saras deve risarcire il territorio del danno subito, per il futuro deve assicurare la piena compatibilità ambientale investendo in innovazione tecnologica e infine deve concorrere a finanziare un piano di integrale bonifica di tutta l’area”.

Michele Piras
Deputato Sinistra italiana-Sel

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IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE
Al ministro dell’Ambiente
Al ministro della Sanità

Premesso che:

La Saras (Società Anonima Raffinerie Sarde) è entrata in produzione nel giugno del 1966, in un’area della Sardegna meridionale – Sarroch (Ca) – di assoluto pregio paesaggistico e ambientale, fra le più fertili dal punto di vista agricolo, caratterizzata da un sistema di zone umide tradizionalmente dedicato alle attività della piccola pesca;

Sarlux (attuale denominazione della Saras), società quotata in borsa, è la più grande raffineria del Mediterraneo e tratta circa 15 milioni di tonnellate l’anno di petrolio, il 25% del totale della movimentazione navale di greggio;

L’inquinamento prodotto in cinquant’anni di attività è penetrato nel territorio, nel sistema idrico, nei fondali marini e contamina l’aria, esponendo la popolazione locale tutta e i lavoratori a una molteplicità di agenti inquinanti, determinando innumerevoli casi di morti premature;

Nel gennaio del 2009, un importante film documentario d’inchiesta, prodotto dal regista Massimiliano Mazzotta, denominato Oil, ha messo in luce il gravissimo inquinamento dell’area, le profonde modificazioni ambientali e nella struttura sociale e la pesante complicità dello Stato in quello che appare essere un vero e proprio disastro ambientale;

Nel 2013 la prestigiosa rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford “Mutagenesis” ha pubblicato i risultato di una ricerca condotta su 75 bambini delle scuole elementari di Sarroch;

Le conclusioni dell’indagine, condotte attraverso la comparazione con eguale campione di coetanei residenti in un’area di campagna, sono inequivocabili: “il nostro studio dimostra che i bambini residenti in prossimità del polo industriale di Sarroch presentano incrementi significativi di danni e alterazioni del Dna” rispetto agli standard di riferimento;

Nel 2014 l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), chiamata ad analizzare i costi sanitari e ambientali dell’industria, l’impatto sulle produzioni agricole e in termini di morti premature, ha classificato la Saras-Sarlux di Sarroch al 92º posto (su 1329) fra gli impianti più inquinanti d’Europa (l’Ilva di Taranto è al 29º);

Recentemente, in risposta a un’interrogazione del senatore Roberto Cotti, come riportato da tutti i principali quotidiani sardi, il ministro dell’Ambiente ha ammesso la riconducibilità dell’inquinamento del suolo, del sottosuolo e delle acque di falda nell’area di Sarroch alle attività della Sarlux-Saras, sostenendo altresì che l’azienda ha provveduto ad attivare le necessarie misure di messa in sicurezza delle falde;

Considerata assolutamente blanda e insufficiente la risposta del ministro e considerata l’attività ultradecennale della raffineria, oltre che la documentazione sopra citata;

Preso atto che finora non vi è mai stato alcun approfondito studio epidemiologico di parte pubblica;

Per sapere:

Quali siano le azioni poste in essere dai ministeri interrogati per conoscere, sul piano ambientale, epidemiologico e sanitario, le reali condizioni del territorio e delle popolazioni che lo abitano;

Quali siano le azioni poste in essere per imporre a Saras-Sarlux l’assoluto rispetto delle soglie di concentrazione previste dalla normativa vigente e per sanzionare gli abusi fin qui commessi;

Quali siano le azioni che si intende porre in essere per avviare un processo di bonifica dell’area e riconoscere un effettivo risarcimento al territorio;

Quali siano le azioni che intenda porre in essere per individuare i responsabili e per sanzionarli;

PIRAS, ZARATTI, RICCIATTI, DURANTI, QUARANTA