Intervista a Michele Piras leader di SEL

pubblicata sull’Unione Sarda del 29 settembre 2011

“Il centrosinistra deve svegliarsi: così è inadeguato”

“La politica sarda è tutta da rigenerare”. Tutta?
“Si”, conferma Michele Piras, segretario di Sel: “Da un lato c’è lo squallore del centrodestra, con manovre per salvarsi dal declino berlusconiano. Ma dall’altro c’è un centrosinistra inadeguato”. E’ per dare la sveglia al suo stesso schieramento che il leader dei vendoliani sardi prende la parola, chiedendo al Pd e alleati di “prepararsi alle sfide che ci aspettano”.

Sta dicendo che tra i due poli non c’è differenza?
“Neanche per idea. La maggioranza è indecorosa, incapace di trovare idee per l’Isola senza ricorrere al cemento. Ma non possiamo pensare che la gente voti solo per gli errori altrui”.

Cosa manca allora?
“Un percorso di rinnovamento della classe dirigente e della proposta politica: entrambe devono avere al centro i giovani, le donne, i precari, i disoccupati”.

Il Pd ha segretario e vice del ’66, capogruppo del ’65: più giovani di così?
“Non è solo un fatto anagrafico, ma qualitativo. Stare sui bisogni concreti dei sardi, imparare dall’esperienza di Cagliari, dove la vittoria di Zedda è nata sull’onda di energie fresche recuperate alla politica”.

La vostra coalizione si riunisce spesso, dà l’idea di prepararsi alle sfide future.
“Io perderei meno tempo in riunioni che lasciano una sensazione di impotenza. C’è tanta elaborazione, ma poi si conclude poco”.

Cosa si dovrebbe fare invece, nel concreto?
“Anzitutto ragionare di alleanze non come meri accordi partitici, ma come confronto sui modelli di sviluppo: da aprire soprattutto con la cultura sardista e anche indipendentista, sui temi della sovranità, dell’identità, dello sviluppo”.

Ma il Psd’Az sostiene la giunta Cappellacci.
“Quella tradizione politica non ha nulla a che vedere con il centrodestra. Apriamo un’offensiva politica pubblica, dibattiamo quei temi. Poi vediamo che succede”.

Non è che il nuovo feeling col Psd’Az serve a Sel per rafforzare il ruolo di contraltare del Pd, nella coalizione?
“Sciocchezze. Lo pensa chi ragiona con vecchi schemi. Vogliamo rafforzare il centrosinistra, non la competizione interna. Il Psd’Az sarebbe una forza importante in uno schieramento che vuol essere sovranista”.

Tempo fa lei propose le primarie per la leadership del centrosinistra. Le hanno detto che non è il momento.
“E’ sbagliato scegliere a ridosso delle elezioni. Meglio ragionare subito sui programmi e avere una voce unica della coalizione”.

Voce che però potrebbe arrivare al voto senza fiato.
“Al contrario. Qui come a livello nazionale, un centrosinistra pronto, con un progetto e un leader alternativi, manderebbe gli altri a casa in due mesi. Invece lasciamo che Cappellacci e Pisanu ordiscano manovre terzopoliste per rilanciare la leadership del governatore”.

Teme che facciano presa?
“Non solo non le temo, ma penso che tutto ciò che si allontana dal berlusconismo è positivo: anche se noi saremo sempre dall’altra parte. Ma non può muoversi anche il centrosinistra?”.

Alle primarie Sel chi sosterrebbe? Pensate ancora a Soru?
“Fare nomi si, che è prematuro. Credo che il leader possa venire dal di fuori dei partiti, e dare un’idea chiara di rinnovamento. Soru sarebbe un ottimo concorrente: credo che comunque Sel avrà un suo candidato”.

Zedda? O una donna, come propone Luciano Uras?
“Zedda sta facendo benissimo quello per cui è stato eletto, cioè il sindaco di Cagliari. Certo, dovremo cercare le figure migliori. Una donna sarebbe un grande segnale di speranza”.

Giuseppe Meloni