Interrogazione sull’Aias

Cortesi Redazioni della Stampa sarda

“Trovo scandaloso quanto succede all’Aias in Sardegna e trovo assurdo che una azienda come quella, quasi monopolista nel socio-riabilitativo, possa comportarsi in questa maniera nei confronti dei dipendenti e assumere un atteggiamento di così scarsa trasparenza sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche che recepisce.

Perciò  – dopo aver già presentato una interrogazione in Consiglio regionale – abbiamo ritenuto di investire della questione anche il Ministro della Sanità Lorenzin”.

Michele Piras
Deputato SEL

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INTERROGAZIONE al Ministro della Sanità e al Ministro del Lavoro

Premesso che:
– l’AIAS, Associazione Italiana per l’Assistenza agli Spastici, è fortemente radicata sul territorio sardo svolgendo un ruolo socio-assistenziale fondamentale ed indispensabile;

– la suddetta associazione, nelle sue diverse e numerose ramificazioni, svolge un ruolo riconducibile all’intervento riabilitativo e diretto, anche, a favorire le relazioni sociali e l’integrazione con il territorio;

– l’attività dell’AIAS viene svolta in regime di convenzione con l’azienda sanitaria;

– da anni gli operatori socio-sanitari, dipendenti dell’AIAS e della Fondazione Randazzo, vivono una situazione altamente penalizzante posto che gli emolumenti loro spettanti per lo svolgimento della attività lavorativa vengono corrisposti con notevole ritardo rispetto alla maturazione del diritto;

– la carta stampata in Sardegna negli ultimi cinque anni è stata tempestata da notizie attinenti alla problematica in argomento;

– l’Aias è una mono committente che detiene l’80% delle convenzioni nell’ambito socio riabilitativo;
evidenziato che:

– i dipendenti dell’AIAS svolgono il loro encomiabile lavoro in contesti necessitanti, oltre della competenza e professionalità, di molta pazienza, umanità e disponibilità;

– operare animati dal malcontento e dalla sfiducia nei confronti dei propri datori di lavoro non predispone il lavoratore al giusto stato d’animo richiesto e necessario per operare in questi contesti;

– oramai da anni i dipendenti dell’AIAS percepiscono il loro stipendio con due/tre mesi di ritardo, con un aggravarsi dei ritardi nel 2013, in cui i lavoratori ricevono lo stipendio con un ritardo fino a 4-5 mesi;

– il ritardo nei pagamenti degli stipendi determina un effetto domino foriero di problematiche più ampie;

– invero, il mancato percepimento degli emolumenti maturati determina l’inevitabile ritardo, per le famiglie, nel pagamento delle rate di mutuo, utenze domestiche e quant’altro possa avere una improcrastinabile scadenza mensile;
rilevato che:

– come si apprende dalla carta stampata, l’AIAS individua la causa di tali ritardi nel mancato pagamento da parte dell’azienda sanitaria degli importi dovuti;

– l’azienda sanitaria, a sua volta, nega ogni addebito in merito al ritardo nei pagamenti, asserendo, di volta in volta, di aver provveduto alla corresponsione del dovuto a favore dell’AIAS piuttosto che della Fondazione Randazzo;

– sembrerebbe, altresì, che l’azienda sanitaria abbia apportato un taglio di circa il 20 per cento alle convenzioni stipulate, determinando una forte penalizzazione anche per gli utenti ai quali, a seguito dei tagli, non viene consentita la possibilità di usufruire dei servizi offerti dalla struttura;

– tale rimbalzo di responsabilità, dati gli interessi in gioco, merita un intervento chiarificatore;

– Alcuni dipendenti ad oggi non hanno, ancora, percepito gli arretrati contrattuali maturati sin dal 2009;

– Nel maggio 2013 è stata data esecuzione al licenziamento per circa 100 dipendenti;

– Ai dipendenti è stato proposto un reintegro con una formula contrattuale lesiva della dignità dei lavoratori, che prevederebbe una riduzione dello stipendio a fronte di un montante ore invariato, che le maggiori firme sindacali (Cgil-Cisl-Uil) non hanno accettato di firmare;

– a molti lavoratori, attraverso atteggiamenti di natura ritorsiva, è stato impedito di seguire i corsi per la riqualificazione ponendoli, di fatto, in virtù della normativa attualmente in vigore, in una posizione svantaggiata rispetto alla tutela del loro posto di lavoro;

– Non è garantita la rappresentanza sindacale ed in particolare non vengono riconosciuti i delegati RSA FP CGI, CISL FP, UIL FPL ed il loro diritto di rappresentanza, come previsto dalla L.300/1970.

– La Fondazione Stefania Randazzo costituita nel 1997, su iniziativa dell’On. Bruno Randazzo, della Fondazione Cagliari e dell’associazione AIAS Sardegna pur non avendo una vera e propria vertenza aperta ha eguali ritardi e comportamenti nei confronti dei lavoratori;

tenuto conto:

– delle distinte competenze in materia fra Regioni e Stato e delle omissioni fin qui riscontrate da parte del Governo regionale, chiamato in causa mediante analoga interrogazione e – tuttavia – del fatto che sono in questione diritti costituzionalmente garantiti;

si chiede di sapere:
se il governo è a conoscenza del problema Aias in Sardegna che da anni determina questa insostenibile situazione, la quale va a gravare su un importantissimo ed indispensabile comparto;

quali siano i provvedimenti che il governo intende attuare al fine di far sì che i lavoratori dell’AIAS in Sardegna, seconda Regione dopo la Sicilia con il maggior numero di dipendenti in questa azienda, possano mensilmente confidare nel ricevimento degli emolumenti loro spettanti, vista la mancanza di risposte da parte della giunta regionale della Sardegna;

quali siano i provvedimenti che possono essere attuati al fine di far si che i diritti costituzionalmente garantiti vengano rispettati;

PIRAS